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8 aprile 2014

Perchè Renzi



La rapidità della parabola renziana, con la sua contestualizzazione a valle del fenomeno del grillismo desta più di un sospetto.

Sembra la risposta del marketing dei poteri forti, che sceglie di contrapporsi alla minaccia del consenso grillino incartandosi dentro a una confezione per apparire nuovo e sedurre le masse, riuscendoci, dato che siamo sottoposti alla dittatura delle apparenze.

È un po' come quando si ristrutturano le facciate dei palazzi del centro, dalla strada è tutto uno sfavillare di luci e colori ma come entri nell'androne ritrovi gli stessi intonaci sbeccucciati e il medesimo odore di chiuso.

La vera domanda che dovremmo porci è se e quanto i lustri del berlusconismo ci abbiano fatto maturare, se è una dose prolungata a fare l'antidoto, se e quanto la storia riuscirà a rimare nuovamente.

Il grillismo è una sorta di numero zero della nuova politica, manca quella rifinitura che soltanto il tempo può dare, e soprattutto manca un senso di appartenenza, l'accomunarsi in opposizione a qualcuno non è una condizione sufficiente a innescare una comunione di intenti, per questo motivo l'argine Renzi tiene.

Ma la tecnica dei falsi segnali non può essere replicata, cosa sarà costretto a inventarsi il Sistema quando questa sagoma sarà logorata?

#MatteroRenzi

@andreapetrocchi
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24 gennaio 2014

Tabacci, mia moglie e me

Alla luce dei fatti devo dire che io e mia moglie siamo straordiariamente intimi, intendo dire che se raffrontati a tutti gli altri, se mediamente i rapporti fra tutte le altre coppie di italiani sono flemmatici come quello fra Tabacci, parlamentare (cinque legislature), e la sua ex, la signora Armellini, allora io e mia moglie siamo davvero osmotici.

Come se la dialettica di una relazione fra coniugi contemplasse l'evasione da simili discorsi, fossi Tabacci mi vergognerei di aver tentato di propinare agli italiani una così misera giustificazione.

Tant'è, la realtà di oggi è che in Italia sono i deputati stessi a tollerare l'evasione fiscale, e quando vengono scoperti neanche ci pensano a ritirasi a vita privata, siamo messi malissimo.

Il fatto è che questa merda va avanti da troppo, da generazioni, e noi che ci siamo nati dentro ci siamo così abituati da scambiarla per la realtà.

La colpa di questo è dei nostri padri, ora servono gli italiani onesti, che ci sono, sono la maggioranza, che si sveglino, che prendano consapevolezza, destra e sinistra, non importa, non è politica è giustizia, che prendano questa gente e la buttino in mare.

Andrea Petrocchi

22 gennaio 2014

Renzi, Cuperlo e il marketing di Programma Italia

Tempo fa ho avuto modo di leggere un interessante articolo su Pogramma Italia, azienda assicuratrice posta alle fondamenta di quelle che sono oggi Banca Mediolanum da una parte, e Forza Italia dall'altra.

Pare che i manuali dei venditori di questa rete fossero la traduzione di alcuni aggressivi manuali di vendita americani.

Un caposaldo di questi manuali era il seguente: quando non è più possibile ribattere alle argomentazioni di un cliente è bene cambiare discorso focalizzando la sua attenzione su qualcosa di personale.

Chi mi ha insegnato il mestiere diceva infatti che davanti a delle domande insistenti del cliente era bene sviare parlando, ad esempio, della sua cravatta.

La trasposizione politica di questo modo di fare ha assunto dei contorni orwelliani, al posto della dissociazione si è passati agli attacchi personali.

Abbiamo avuto in passato vari esempi di queste tecniche dissuasive, fra i più eclatanti c'è stata la famosa macchina del fango contro quel magistrato, attaccato per il colore dei suoi calzini.

Di che colore erano i calzini? Viola! Cosa diceva il magistrato? Booh!!

Ma vi sono stati attacchi più subdoli, come quello verso l'ex presidente della Regione Lazio, costretto alle dimissioni a seguito di uno scandalo sessuale riguardante la sua vita di privato cittadino.

E la ritroviamo, questa tecnica, anche nella cronaca di questi giorni, quando Renzi ha attaccato Cuperlo sul personale in seguito ad una critica giustificata riguardo l'ormai famoso Italicum, la proposta riforma elettorale di Renzi fatta in tandem con Berlusconi.

Nessuno si chiede cosa c'entri attaccare Cuperlo per i suoi trascorsi istituzionali nati in concorso col Porcellum, quando Cuperlo attacca Renzi, a ragione, per la mancata rappresentanza democratica di questa proposta di legge.

Da qui, fra il serio e il faceto, la presente supposizione: non è che Renzi ai tempi si è fatto qualche corso di Programma Italia?

Andrea Petrocchi

9 dicembre 2013

Prosit




Il massimo della stupidità è uno stupido convinto di essere furbo (detto cinese, credo).

Renzi al timone del Pd rappresenta il termine di una lunga virata, iniziata dal Pci quasi venticinque anni fa, con la "svolta" della Bolognina, continuata con la confluenza del Pds nei Ds, e mal proseguita col congresso del Palamandela e con la melliflua osmosi con la ex-Dc. Oggi con lo sfratto dalla segreteria agli ex della Fgci si chiude la manovra.

Coi democristiani non si scherza, e Renzi, se opererà con lo stesso cinismo dei suoi delegati locali non farà prigionieri. Il solco ormai è tracciato, proclami a parte, nel migliore dei casi vedremo un partito liberale in salsa laburista, rispecchiando appieno quella ex-sinistra-Dc col quale furono ibridati i Ds.

Gentaccia i liberali, amano le libertà, ma anche le privatizzazioni.

Comunque la vediate oggi si brinda a quelli ignobili capaci di realizzare tutto questo, una intera generazione di politici che con improvvida supponenza e con immeritata autorevolezza s'è fatta fregare da sotto le poltrone il primo partito politico d'Italia, addirittura l'unico rimasto a un certo punto degli anni novanta, quando ad eclissarsi furono prima il Psi e poi la balena bianca, e all'Italia pareva spettasse un futuro pienamente socialdemocratico.

Dovremmo riflettere serenamente su alcune cose, domandarci se davvero non esista freno alla inettitudine, oppure se a un certo punto qualcuno da fuori (magari più di un giocatore) si è spaventato delle carte avute in mano col giro di Mani Pulite.

La democrazia di facciata, da un lato, e oltre la palpebra dello specchio i poteri forti.

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#MatteoRenzi

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2 dicembre 2013

Civati vs. Fabio Fazio

"Che tempo che fa" manda in onda Cuperlo e Renzi ma continua a ignorare Civati. I poteri forti dell'estabilishment partitocratico ben sanno la rilevanza mediatica di quel palcoscenico e temono la rimonta dell'ex consiliere lombardo con la sua mozione bottom-up.

La banda Fazio, sotto alle apparenze bonarie e raffinate è in realtà una macchina da guerra chirurgicamemente affinata per veicolare il consenso, caleidoscopizzando nell'etere gli alfieri graditi ai poteri forti e rilegando nell'oblio della relativa ignoranza chi non è in grado di assicurarsi una informazione approfondita.

E' condito di queste ipocrite mancanze di platealita' il nostro tempo, la partita è stata venduta, ma l'arbitro ha mestiere,  e il pubblico strafatto applaude all'ennesima claque, che non è quella televisiva, la partita che preme all'editore sono ovviamente le primarie.

2 novembre 2013

Cancellieri e Lanzillotta, contestualizzate.

Tutti sanno che la Cancellieri è una fedelissima di Mario Monti, anche la Lanzillotta lo è, e quel triangolo col figlio e i Ligresti l'avevo letto già da almeno sei mesi, e aveva dato scandalo quel giusto, tanto per dire, neanche una giustificazione, per non parlare del prologo fra Monti e Casini.

E quindi la sintesi sistemica è che siccome Monti ha sgambettato Berlusconi col voto palese allora lui pareggia montando col contributo dei Ligresti questa sburianata mediatica per indebolire Monti. E chissà poi cosa avranno ottenuto i Ligresti come contropartita!

Veramente comico infine l'orrore della Cancellieri, la paladina dei carcerati anoressici. L'oblio, come tanti, tutti quei lustri passati sugli scranni dorati, s'era dimenticata in cosa affondano la loro base. E adesso che lo scranno cade è corsa d'istinto ad artigliarsi sul punto più distante dall'inevitabile.

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#cancellieri


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27 settembre 2013

Barilla, quella sparata sui gay che sa tanto di "discesa in campo"


Guido Barilla



Come diceva qualche tempo monsignor Fisichella le cose vanno contestualizzate. 

Giustissimo, e così trovo strano che a nessuno sia ancora venuto in mente di mettere in parallelo la sparata di Guido Barilla sui gay con le voci che fino a poco tempo fa lo legavano alla successione in atto dentro al Pdl.

Dati i tempi davvero maturi non mi sorprenderei se questa uscita del noto imprenditore si rivelasse a uso e consumo degli elettori moderati. 

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#boicottabarilla
#barilla

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26 settembre 2013

Sul rifinanziamento della cosiddette "missioni di pace" all'estero

Il prossimo 30 settembre sarà votato il rifinanziamento delle cosiddette "missioni di pace", fanno €314.000.000.

Poniamo che un ipotetico governo bocciasse questo rifinanziamento, che succederebbe? che l'industria globale della guerra taglierebbe fuori l'Italia dalle sue politiche produttive.

Ora la domanda che mi faccio è questa:

E se noi socializzassimo il costo degli stipendi dei lavoratori colpiti da quello squallido ricatto, se li tirassimo fuori noi, di tasca nostra, quelli stipendi mancanti, spenderemmo di più o di meno dei miliardi di dollari (vedi seconda fonte in basso) che ci costa aderire a questo orribile balletto di morte?

Anche andandoci pari, pensate al guadagno certo di non aver più sulla coscienza tutto il sangue versato nelle varie zone di guerra. 
#cronaca

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28 luglio 2013

La dittatura delle apparenze




C'è un gran baccano mediatico attorno alla figura di Cecile Kyenge, il primo ministro di colore della Repubblica.

Baccano riferito alla carnagione scura della ministra, roba che a mettere in parallelo carnagione e occupazione pare che il progressivo scurirsi del carnato di qualcuno possa in qualche modo connotare la sua struttura del pensiero.

Prima di farmi un'opinione sulla ministra preferirei sapere se questa persona é democratica o liberale, vorrei sapere cosa ne pensa dell'istruzione pubblica, se é favorevole al principio di sussidiarietà, qual'è la sua posizione sull'aborto, sul divorzio.

Aspetto di conoscere la sua impronta ideologica quindi, cose così. Dato che il mestiere della ministra, che é importante per tutti noi, è di quelli che si fanno con la testa e non con il corpo.

Aspetto quindi di leggere qualcosa a riguardo, prima di esprimere la mia critica, e per quanto mi riguarda le considerazioni sulla sua esteriorità possono solamente dimostrare l'arretratezza mentale di alcuni di noi.

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6 luglio 2013

Cos'è il " bottom five " e come mai la sinistra dovrebbe iniziare a parlarne

Rapido tuffo nella cronaca, da "Il Fatto" del primo luglio, è un'intervista a Davide Serra, magnate vicino a Matteo Renzi.

Ritengo interessante il contenuto di questo articolo data la possibilità di ritrovarci questi argomenti in cronaca fra qualche tempo, potremmo cioè essere davanti a un primo rapido "volo d'uccello" sui temi di politica economica di Matteo Renzi, politico fino a oggi abbottonatissimo su questo versante, invero fino a oggi molto più attento alla forma che ai contenuti.

L'articolo è linkato in basso, per chi volesse approfondire. Devo dire che mi ha molto impressionato questo passaggio, si parla di aziende, in generale:
« Ogni anno bisognerebbe mandare via il bottom five, il 5 per cento peggiore dei dipendenti. Non per ridurre il personale, ma per avere ricambio e un mercato del lavoro dinamico, con un sistema più efficiente con ammortizzatori fiscali mirati. Così tutti sono più motivati, va premiato il merito. »
La mia domanda è:

Che ne pensiamo del cosiddetto "bottom five"? ad esempio: lo cassiamo? Ci piace ma lo vorremmo limitare all'1%? Lo vediamo bene al 10? oppure applausi va benissimo così?

No perché, se piove di quel che tuona, qui stanno innovando, e parecchio anche. Non sarebbe male iniziare a capire se questo "bottom five" è sinistra, come la intendiamo noi, o se è come la intendono loro, i laburisti rampanti nostrali.

Quando ad esempio ci mettiamo in fila, e dopo aver aspettato il nostro turno ci ritroviamo faccia a faccia con una persona frustrata assolutamente disinteressata a svolgere decorosamente il proprio lavoro, va benissimo così, o preferiremmo la variabile binaria stesso dipendente frustrato ma con sorriso da 36 denti (latenza del suddetto "bottom five") oppure un'altra persona, succeduta al cassamento del precedente, probabilmente un giovane?

E quando col primo giro di purghe ci siamo tolti di mezzo i fancazzisti e l'anno dopo nel suddetto "bottom five" ci finiscono quelli così-così? Non rischieremo di trasformare il lavoratore dipendente "motivato" in uno schiumante cavallo dopato??

Di queste cosa potrebbe essere utile iniziare a parlarne.

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#cantieresinistra

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@andreapetrocchi

8 maggio 2013

Quasi una nuova Internazionale


La confluenza di Sinistra Ecologia e Libertà nel Pse porterà in dote il contributo italiano alla causa della sinistra europea.

E' un passo importante, si va infatti concretizzando la piena rappresentanza dei cittadini d'Europa aderenti alle impronte ideologiche socialiste e socialdemocratiche, rappresentanza da cui siamo praticamente rimasti esclusi per molto tempo, caso unico peraltro fra i grandi paesi europei, a conferma di quanto debole si faccia il soffio riformista una volta varcate le Alpi.

A dire il vero quel vento soffia anche da noi, ma gli italiani socialisti e socialdemocratici stentano a tradurre nei fatti i buoni propositi, il bacino è quello vastissimo dei referendum abrogativi del 2011, mentre il corto circuito sulla linea d'asse è la nebulosa Pd, partito cattoliberale travestito da riformista, ma questo è un altro discorso.

A proposito, chi si ricorda per quale motivo il Pd si è rifiutato di confluire nel Pes limitandosi all'appoggio esterno?

L'adesione di Sel, un partito piccolo se confrontato con i socialisti francesi, col Partito Laburista inglese, col tedesco SPD o con lo spagnolo PSOE, rappresenterà comunque il ritorno dell'italia nel grande alveo della sinistra parlamentare europea, e questo è senz'altro un passo nella direzione giusta.

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28 aprile 2013

Il quinto governo Berlusconi

UN PARTITO IN AVVITAMENTO S'E' VENDUTO IL GOVERNO A PRONTA CASSA. CHI PAGA?


I sondaggisti danno il consenso del Pd in avvitamento, dalla bolla euforica delle primarie all'affare Rodotà è un baratro, e la contingenza ha fatto tramontare l'opzione del ritorno alle urne.

La legislatura è appena cominciata, i grillini sono marginalizzati, il presidente della Repubblica è in carica da meno di una settimana. L'orizzonte s'è raddrizzato, e tutto volge verso la stabilizzazione della crisi politica ed implicitamente verso la conservazione del bios della seconda repubblica. Garante Napolitano, finché vive.

Il prezzo di cotanto stato di grazia è quanto chiesto da Berlusconi, che è moltissimo. Alfano al Viminale (servizi segreti, ordine pubblico) e Quagliarello alle riforme (giustizia, riforma elettorale).

Significa che il Pd s'è svenduto il subappaltato al Pdl, la staffilata al cuore che ucciderà la nostra democrazia probabilmente arriverà durante questa legislatura. Vien voglia di giocare d'anticipo ed emigrare.

Chi ha pagato il conto? Non il Pd, che esce da questa situazione con in tasca quanto sperato, e sicuramente non Berlusconi. A pagare siamo stati noi italiani, tutti ma in specialmodo alcuni, i soliti.

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#Lettame

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@andreapetrocchi

7 aprile 2013

Il grande boh

C'è quello che resta per fare da collante, quello che non si vuole coalizzare con nessuno, quello che ci prova e ci riprova. 

Intanto però, con grande soddisfazione dei nostri finanziatori esteri, quelli che comprano i nostri Btp, a Palazzo Chigi c'è ancora Monti. Niente di nuovo peraltro, un giochetto simile lo abbiamo già visto, in Belgio, due anni e mezzo senza governo.

Così che: quello che resta lo fa per lasciare in carica il governo Monti (ce lo ha messo lui, se si dimette perde la scusa del semestre bianco), quello che non si vuole coalizzare con nessuno lo fa per lasciare in carica il governo Monti (andarci a parlare poi, coi finanziatori esteri), e quello che ci prova e ci riprova lo fa per lasciare in carica il governo Monti (è in ballo quel poco di credibilità rimasta, ma un Monti al governo, un governo bipartisan Pd-Pdl, è cosa molto in traccia col piano Casini, quello elettorale).

Fanta politica?
   
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@andreapetrocchi

10 dicembre 2012

Il Caso Report, Di Pietro e la macchina del fango

Antonio Di Pietro e Milena Gabanelli

Ah, la cronaca, quanta disillusione, quella politica poi, son tutti casi creati ad arte.

Ripensavo all'affaire Gabanelli-Di Pietro, c'è una strana concomitanza di tempi fra la puntata di Report sugli investimenti immobiliari del noto politico e l'inizio della raccolta delle firme sui quattro referendum proposti dall'IdV, partita alcuni giorni prima.

Insomma, ho qualche dubbio sulla tempistica dell'uscita di Report, potrebbe essersi trattato di un tentativo, per altro riuscitissimo, di screditare l'Italia dei Valori agli occhi degli italiani, per fiaccarne la corsa referendaria.

Me lo confermano le vecchie magagne dipeitresche oggetto del sedicente scoop gabanelliano, che s'è limitato a togliere dall'armadio vecchi scheletri arcinoti, tutti casi che peraltro avevano già fatto cronaca negli anni passati.

Insomma pare trattarsi di un ennesimo ricorso alla macchina del fango, utilizzata questa volta per tentare di bloccare un ricorso popolare contrario ai populistici intendimenti di questa reazionaria legislatura.

Ma perché i referendum di Di Pietro fanno paura? analizziamo la cosa nei dettagli:

I cosiddetti quesiti anticastisti, il primo sulla abolizione dei rimborsi elettorali ai partiti e il secondo sulla abolizione della diaria parlamentare, possono aver tolto il sonno a qualche deputato, ma non turbano i grandi tecnocrati della economia italiana.

I secondi due questiti invece, quelli che tentano di abrogare le manovre liberiste sui diritti dei lavoratori, sono affettivamente in grado di minare la manovra di bilanciamento dei conti operata dal presente governo.

E' quindi possibile che la saetta che ha folgorato Di Pietro sulla via di Vasto, luogo dove è stata registrata l'intervista di Report, sia stata telegrafata in modo bipartisan dai Palazzi romani.

Analizzando la questione in contro luce emerge nitido oltre la filigrana del moscoso Di Pietro il seppuku della Gabanelli, che derogando alla simmetria informativa che ha caratterizzato tutta una carriera sacrifica la propria autorevolezza per colpire l'Idv, l'unico Partito rimasto a non cantare nel coro di Palazzo Chigi e del Quirinale.

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#IdVStaff

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@andreapetrocchi

3 giugno 2012

Il grande cocomero


Non sappiamo come la pensi realmente il nostro presidente, se ci crede in quello che ha ci ha raccontato ieri durante il discorso alla nazione, fatto sta che nella nostra comunità c'è chi possiede la maturità necessaria per raggiungere la coesione sociale anche senza i feticci militari, per gli altri non saranno certo le milizie in parata a colmare le distanze.

Rimane lo spreco di denaro pubblico, un altro buco sul fondo del secchio, e rimane un'altra lustrata di scarpe al bramino di turno, questa volta è l'esercito italiano, a che ci serve un esercito quando per conquistarci basta chiudere un rubinetto in Algeria o in Ucraina.

E resta questo conservatore gradito a tutti, che ha puntato i piedi sullo struscio ai Fori imperiali, per lui vale un parallelo con Maria Antonietta, ci sta tutto, lei chiedeva brioches per il popolo senza pane, lui saluta le baionette mentre in Emilia la gente ha perso la casa.

Se era un aggregante sociale quello che realmente cercava lo avrebbe ottenuto annullando le celebrazioni, non tanto per i risparmi, ma proprio in chiave politica.

Fossi stato lui avrei stornato tutti i militari in Emilia, a dare una mano.

E invece no, sono bramini, bramini coi lustrini, e vogliono sfilare. Parafrasando Orwell, l'Italia non cambierà fino a quando ci saranno italiani più italiani degli altri.

Ma come sarebbe stata bella la parata delle sciampiste, oppure quella delle segretarie, dei salumieri, degli imbianchini.

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#CantiereSinistra
#2giugno
#no2giugno

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30 maggio 2012

Il sottile filo rosso che lega Beppe Grillo ai think tanker americani

logo dell'Aspen Institute (fonte Wikipedia)


Articolo interessante quello uscito ieri su Il Fatto. Si parla della Casaleggio, il socio più o meno occulto di Beppe Grillo, nonché, a dire dello stesso fondatore Gianroberto Casaleggio, ente co-pilota del gettonatissimo Movimento 5 stelle, il "mattatore" delle scorse amministrative.

Sul finire del pezzo, trovate il link in basso come al solito, trovo uno spunto interessante, che credo possa tradursi in un serio motivo di riflessione per i fan del brillante comico genovese.

Uno degli associati della Casaleggio, Enrico Sassoon, è uno dei dirigenti della diramazione italiana dell'Aspen Institute, organizzazione americana con sede a Washington D.C. che vede fra i componenti del board calibri come Condoleezza Rice e Madeleine Albright.

Emerge quindi un link che unisce Grillo e il Movimento con i poteri forti americani, una presenza davvero ingombrante.

Grillo deve quantomeno chiarire cosa ci faccia l'Aspen Institute nel suo giardino di casa, e quanto siano approfonditi questi legami.

Meditate gente, meditate.

#BeppeGrillo

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7 maggio 2012

Dove sbaglia Grillo

«Destra, centro, sinistra, noi siamo differenti, noi siamo sopra.» Questo, in sintesi, il Beppe Grillo politico tutta sostanza e zero ideologie, ma il nuovo che avanza non è cosi. Siamo comunque già oltre la curva, quella che vedevamo, cieca, appena due giorni addietro, prima di queste amministrative. La vecchia politica è rimasta al palo, con il Pdl in avvitamento, con un Pd che dopo Napoli lascia all'Idv anche Palermo, anche con Casini, sexy solo nei salotti della politica.

Eh già, la politica. Quella nuova, scorre su questi tasti, si nutre di Web. Tempo addietro lessi un articolo interessante, una intervista, credo fosse a Larry Page di Google. La verità su internet è che, a differenza che nel mondo reale, il generalista diviene impalpabile ed è il particolarista ad emergere. Se ad esempio sei un produttore di the verde non riuscirai mai a sfondare con internet perché chi andrà sui motori di ricerca a cercare la parola "the verde" troverà centinaia di pagine della grande produzione e si arrenderà prima di arrivare al sito internet della tua piccola azienda meritevole e tanto bisognosa di pubblicità.

Ma se produci un the verde strano, con qualche aggiunta, chessò, il the verde che sa di caffè, allora emergi, ed è la particolarità a farti uscire dal mazzo dei motori di ricerca e a fare la tua fortuna.

Particolarismi, la politica cambierà in questo, lo stiamo già osservando. La particolarità di grillo è la sua differenza dalla politica muffosa, quando questo paragone non avrà modo di esistere anche Grillo invecchierà, resterà buono per gli ecologi. Allora torneranno le ideologie, e saranno molto volatili, saranno estremistiche, come i neonazisti greci di Alba D'oro.

Rivivremo le nostre ideologie, e questo sarà un bene, ma questo dilatarsi dell'ansa democratica porterà al confronto gli estremi, e nessuno si immagina la pericolosità di questa alchimia.
  
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#amministrative2012

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29 aprile 2012

Attacco frontale a Beppe Grillo

Prima Napolitano, poi Bersani e Casini, a guardare la televisione e a leggere in giro pare che l'abbaiare contro Beppe Grillo sia diventato l'ultimo mantra dei politici nostrali. Attacco frontale, branco compatto bi-partizan, arbitro compreso.

A monte dei guaiti e dei latrati c'è sicuramente la visione di una qualche velina relativa ai sondaggi di voto degli italiani, messa poi in parallelo con i presagi sulla durata residua del presente governo. E da li tutti a tremare sui relativi scranni.

Di questa situazione la cosa che mi fa sganasciare è che questa nostra classe politica, arroccata fra i suoi bodyguards, ha finito col perdere il contatto con la realtà, fra questi bramini c'è difatti ancora qualcuno convinto di avere una qualsiasi referenzialità. Credono di poter influenzare le masse, invece l'unico risultato raggiunto è quello di pagare della ottima pubblicità al comico genovese.

Quella su Grillo è una ammenda fetente, chiesta però dall'ultima fra le persone credibili, che suona quindi come il buon passa parola di una volta.

Insomma, è notte, e in cielo c'è una luna grande così. E c'è una gran cagnara, ululati timorosi volti a questa grossa chiazza lattiginosa, nella speranza che questa invece di schiacciarglisi addosso prenda e se ne vada via.

Che risate quando si renderanno conto della vacuità dei loro ammonimenti, presumo andranno a scomodare il Papa.

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#BeppeGrillo

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21 aprile 2012

Evviva il post-post berlusconismo!


Quanto è facile andare fuori moda di questi tempi! fino a qualche mese fa Berlusconi pareva avere più vite di un gatto, e oggi già ci accingiamo a cassare il successore, quello dell'intervallo apolitico, l'inamidato grigio, colpito e affondato da due giovani virgulti, Pisanu e Dini, che lo hanno inoltre impallinato per sbaglio, vittima del fuoco amico e della politica delle grandi opportunità di questi giorni.

Il direttore dei lavori per lo sbancamento de "Il Grande Centro parte II"(ricordate l'Api e i finiani?) ovvero Pierferdinando Casini, si è sperticato in garanzie, assicurando che non tirerà la giacca di Passera fino alle prossime politiche.

Ma non basterà, perché i due transfughi spostano del peso importante dal Pdl all'Udc (o come vorrà chiamarsi in seguito) turbando irrimediabilmente gli equilibri che garantivano la stabilità del governo Monti.

La trovata di Casini ha rotto l'equilibrio, e nulla potrà nemmeno il Pd fluidificante degli ultimi tempi, quello disposto a bere di tutto (l'alternativa è la sberla alle elezioni anticipate).

Il rilancio di Alfano sul nuovo Pdl ne è la riprova, Casini per i pidiellini è sexy come Britney Spears ai tempi di Enron, Berlusconi sbotterà, e Monti già si squaglia come una candela.

Il buono lo tengo in fondo, c'è una novità, un fatto positivo per la politica italiana: A un Berlusconi già oltre l'orizzonte segue il tramonto del bipolarismo imperfetto chiave di volta dell'era berlusconiana, quello che a un centrosinistra ha opposto non uno ma due centrodestra.

Alchimia del gran fattucchiero intupettato, che tramite tre emittenti nazionali, alcuni quotidiani e vari rotocalchi riuscì a far passare per votabile quelli che prima venivano additati come partiti fascisti e xenofobi.

Di ciò dobbiamo rallegrarci, la nebbia si dirada, c'è Casini e c'è la Dc, abbiamo fatto un largo giro e siamo tornati dove eravamo, al netto del grande vuoto a sinistra e delle fughe centriste del Pd.

Viviamo tempi pericolosi.

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#Piddì

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8 aprile 2012

Due congetture a monte del collasso della Lega: i salvacondotti del Cav e la gestione «In House» degli elettori di destra



Un paio di sondaggi presi a caso, usciti a ridosso dello scoppio del bubbone che sta affondando la Lega Nord ed elaborati a monte dei relativi fatti di cronaca, davano il partito fra l'8 e il 9%, allego i link in basso come al solito.

Tradotto in numeri, fino a pochi giorni fa erano tre milioni e passa gli italiani che, remi in barca, galleggiavano fuori dalla maggioranza parlamentare che sostiene l'attuale governo.

Elettori della miglior specie i leghisti, gente "ventriloqua", uno spreco per l'attuale maggioranza, specie di questi tempi, con l'ago della bilancia che segna i destini in chiave 2013 mai così incerto fra centro destra e centro sinistra e per le dinamiche interne ai due schieramenti.

Ed ecco che, quasi contestualmente con l'appiedamento di Berlusconi ed il successivo aventino, la Lega inizia a scricchiolare, fino al crack di questi ultimi giorni.

Scricchiolii e cedimenti, come se a un certo punto qualcuno avesse rimosso un trave portante per divertirsi poi a contare i minuti che lo separano dall'ineludibile collasso strutturale.

Che fosse proprio Berlusconi quel trave? o i salvacondotti che questo garantiva a Bossi, alla famiglia, giù fino a tutto il Cerchio Magico, a garanzia di prosperità impunita sulle spalle della base del partito?

La base, notoriamente granitica quella leghista, la vedo vacillare e macinarsi sotto il peso di questi scuotimenti, lo scandalo della distrazione dei fondi del partito è quanto di peggio in termini di popolarità per un qualsiasi condottiero politico.

Ed è questa una delle riflessioni che mi portano a pensare che dietro a questa vicenda ci possa essere qualcosa di pilotato.

Chissà se le indagini delle procure di Milano, Napoli e Reggio Calabria siano state oggetto di qualche imbeccata, certo è che questo fatto è una mazzata tremenda alla credibilità della ditta Bossi & co. e che i prossimi sondaggi ci mostreranno una situazione assai diversa dai precedenti, un travaso di intenzioni di voto in uscita dalla Lega ed in ingresso nel Pdl, o nel primo partito della galassia di centro destra che ammiccherà a questi elettori.

Vedremo cosa resterà di quelle percentuali, ciò che è certo è che la Lega Nord ha subito un colpo durissimo, probabilmente letale.

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#LegaNord

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