#MatteroRenzi
Tweet
@andreapetrocchi
SEL Livorno http://www.livornosel.it/
Fonte
Alla luce dei fatti devo dire che io e mia moglie siamo straordiariamente intimi, intendo dire che se raffrontati a tutti gli altri, se mediamente i rapporti fra tutte le altre coppie di italiani sono flemmatici come quello fra Tabacci, parlamentare (cinque legislature), e la sua ex, la signora Armellini, allora io e mia moglie siamo davvero osmotici.
Come se la dialettica di una relazione fra coniugi contemplasse l'evasione da simili discorsi, fossi Tabacci mi vergognerei di aver tentato di propinare agli italiani una così misera giustificazione.
Tant'è, la realtà di oggi è che in Italia sono i deputati stessi a tollerare l'evasione fiscale, e quando vengono scoperti neanche ci pensano a ritirasi a vita privata, siamo messi malissimo.
Il fatto è che questa merda va avanti da troppo, da generazioni, e noi che ci siamo nati dentro ci siamo così abituati da scambiarla per la realtà.
La colpa di questo è dei nostri padri, ora servono gli italiani onesti, che ci sono, sono la maggioranza, che si sveglino, che prendano consapevolezza, destra e sinistra, non importa, non è politica è giustizia, che prendano questa gente e la buttino in mare.
Andrea Petrocchi
Tempo fa ho avuto modo di leggere un interessante articolo su Pogramma Italia, azienda assicuratrice posta alle fondamenta di quelle che sono oggi Banca Mediolanum da una parte, e Forza Italia dall'altra.
Pare che i manuali dei venditori di questa rete fossero la traduzione di alcuni aggressivi manuali di vendita americani.
Un caposaldo di questi manuali era il seguente: quando non è più possibile ribattere alle argomentazioni di un cliente è bene cambiare discorso focalizzando la sua attenzione su qualcosa di personale.
Chi mi ha insegnato il mestiere diceva infatti che davanti a delle domande insistenti del cliente era bene sviare parlando, ad esempio, della sua cravatta.
La trasposizione politica di questo modo di fare ha assunto dei contorni orwelliani, al posto della dissociazione si è passati agli attacchi personali.
Abbiamo avuto in passato vari esempi di queste tecniche dissuasive, fra i più eclatanti c'è stata la famosa macchina del fango contro quel magistrato, attaccato per il colore dei suoi calzini.
Di che colore erano i calzini? Viola! Cosa diceva il magistrato? Booh!!
Ma vi sono stati attacchi più subdoli, come quello verso l'ex presidente della Regione Lazio, costretto alle dimissioni a seguito di uno scandalo sessuale riguardante la sua vita di privato cittadino.
E la ritroviamo, questa tecnica, anche nella cronaca di questi giorni, quando Renzi ha attaccato Cuperlo sul personale in seguito ad una critica giustificata riguardo l'ormai famoso Italicum, la proposta riforma elettorale di Renzi fatta in tandem con Berlusconi.
Nessuno si chiede cosa c'entri attaccare Cuperlo per i suoi trascorsi istituzionali nati in concorso col Porcellum, quando Cuperlo attacca Renzi, a ragione, per la mancata rappresentanza democratica di questa proposta di legge.
Da qui, fra il serio e il faceto, la presente supposizione: non è che Renzi ai tempi si è fatto qualche corso di Programma Italia?
Andrea Petrocchi
"Che tempo che fa" manda in onda Cuperlo e Renzi ma continua a ignorare Civati. I poteri forti dell'estabilishment partitocratico ben sanno la rilevanza mediatica di quel palcoscenico e temono la rimonta dell'ex consiliere lombardo con la sua mozione bottom-up.
La banda Fazio, sotto alle apparenze bonarie e raffinate è in realtà una macchina da guerra chirurgicamemente affinata per veicolare il consenso, caleidoscopizzando nell'etere gli alfieri graditi ai poteri forti e rilegando nell'oblio della relativa ignoranza chi non è in grado di assicurarsi una informazione approfondita.
E' condito di queste ipocrite mancanze di platealita' il nostro tempo, la partita è stata venduta, ma l'arbitro ha mestiere, e il pubblico strafatto applaude all'ennesima claque, che non è quella televisiva, la partita che preme all'editore sono ovviamente le primarie.
![]() |
| Guido Barilla |
« Ogni anno bisognerebbe mandare via il bottom five, il 5 per cento peggiore dei dipendenti. Non per ridurre il personale, ma per avere ricambio e un mercato del lavoro dinamico, con un sistema più efficiente con ammortizzatori fiscali mirati. Così tutti sono più motivati, va premiato il merito. »
![]() |
| Antonio Di Pietro e Milena Gabanelli |
| logo dell'Aspen Institute (fonte Wikipedia) |