5 giugno 2013

nocciolo

Non so se avete mai visto due cani che fanno nocciolo, a me qualche volta è capitato. Se ne stanno attaccati per il sedere come se fossero uno la visione speculare dell'altro. E hanno sempre quella espressione, trasandata e vagamente meditabonda, fossero facce umane e non musi di cane scommetteresti che quelle sono espressioni contrite ma non redenti.

Non lo so, ma la cosa mi rappresenta bene questo patto di legislatura fra il Pd e il Pdl.

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@andreapetrocchi

31 maggio 2013

Alla "fonte" della politica: Un essere, quello umano, avido fino all'osso

LA NOSTRA AVIDITA' ESPRESSA NEL RIFIUTO A "TORNARE IN CIRCOLO" CON LA NATURA
Con questo post parte (e per quel che ne so oggi si conclude) una mia ricerca "un po naif" sulle regole politiche che hanno formato le consuetudini del genere umano, quelle con le quali approcciamo il resto della natura.

Credo di aver così toccato il punto più esterno della cornice che impalca il quadro su cui sono state dipinte tutte le cronache politiche dell'intero genere umano.

Credo nell'importanza di questa cornice, perché è mia ferma convinzione che nella sua ignoranza non possa esserci la coerenza che lega un atto politico al suo successivo.

Tornando alla cornice, la politica con cui sono regolati questi usi é un retaggio arcaico e spirituale, frutto della assenza di dialogo con una controparte, e consuetudini maturate in un numero imprecisato di vessazioni.

Se é vero quel che credo, ovvero che l'essere politico "di sinistra" sia animato da un convinto altruismo, il genere umano, visto esternamente ad esso nella sua oggettività, é tutto l'opposto, perché, nel rapporto con la natura, si rivela un estremista, e questa atavica avidità diventa cronaca nel praticare l'unilateralità.

Il nostro essere é formato da un numero imprecisato di atomi, che si rinnovano senza freno dal momento del nostro concepimento fino a quello della nostra morte.

Cosa componevano quegli atomi prima di formarci? Erano nella natura, scomposti e ricomposti all'infinito prima di noi.

E in noi questo vortice continua, gli atomi che ci compongono si rigenerano fino alla nostra morte, momento in cui decidiamo di arrestare questa danza millenaria, quando ci rifiutiamo di restituire alla natura ciò che essa ci ha donato.

Le nostre usanze ci portano a seppellire chi muore dentro a delle bare, che hanno il solo scopo di evitare che le nostre sostanze, decomponendosi, tornino alla natura e con essa a nuova vita.

Non che dentro a quelle bare il decomponimento si arresti, tutt'altro.

Ma non sarebbe più corretto donare i nostri cadaveri a madre natura seppellendoli nella nuda terra, dissolvendoci così in essa, permettendo a quello che ci é attiguo di beneficiare di noi, arricchendosi con le nostre sostanze, un albero, un filo d'erba, per tornare poi in circolo, caleidoscopizzandoci nell'immortalità invece che relegare quelle sostanze a un pasto per quei pochi vermi apparsi dentro la bara, anch'essi destinati a fine certa? Quella si che é morte.

A riguardo sarei curioso di sapere la posizione della Chiesa, anche se devo ammettere che definisco alcuni suoi precetti religiosi come estremismo di frontiera.

Penso ai preti, ai quali viene proibita la vita di coppia e la procreazione, un Aventino davanti al circolo infinito della vita.

E che dire delle suore, che abdicano davanti al ruolo di madre? Nella mia ottica sono molto più devote le mestieranti che con i loro rapporti promiscui donano alla natura, avida di diversità, quella che credo sia una gemma rara e preziosa, la diversità fra i fratelli.


Fonte

@andreapetrocchi

24 maggio 2013

Come sono andate a finire le mozioni su Largo Vaturi e via Accademia Labronica

Questo post segue quest'altro.

Il consiglio di circoscrizione del 20 maggio scorso, dinanzi a una folta rappresentanza di concittadini, ha ratificato all'unanimità due atti presentati dal nostro gruppo consiliare.

Il primo, su via Accademia Labronica, raccoglie e veicola istituzionalmente le lamentele dei residenti, sia riguardo lo stato dei due controviali che del parcheggio. Il consiglio fa sua la richiesta di maggiore manutenzione dell'impianto stradale, e della trasformazione in stalli del vialino di scorrimento interno al parcheggio, opera che porterà in dote una maggiore capienza della struttura. 

Il secondo atto, presentato dal compagno capogruppo, verte invece sui parcheggi di Largo Vaturi, che la nostra amministrazione voleva trasformare in parcheggio a pagamento. La nostra mozione viene emendata con la richiesta di trasferire i parcheggi a pagamento, chiesti dai commercianti, lungo il tratto di viale della Libertà che corre fra l'incrocio dei Palazzi Rossi e piazza Aldo Moro, lasciando la fruizione del parcheggio di Largo Vaturi ai soli residenti dotati di lettera.

A nostro avviso lo spostamento dei parcheggi a pagamento sull'arteria di viale della libertà soddisferà le esigenze di molti esercizi commerciali, ed eviterà la congestione di Largo Vaturi, dove peraltro insistono solamente un bar e un ortofrutta.

SEL ha sottolineato la complementarità dei due interventi, difatti i nuovi posti auto rinvenienti dalla trasformazione del parcheggio di via Accademia Labronica saranno utilizzabili dagli abitanti di viale della libertà, i cui parcheggi saranno destinati ad esclusiva sosta a pagamento. 

Si rimarca infine la bontà della politica democratica, quella fatta sul territorio, la ricerca di un preventivo dialogo con i residenti, dal quale emergono spesso elementi fondamentali, quelli intuibili soltanto quando ci si rapporta con chi vive sul territorio.

La nostra politica guarda alla strutturale necessità di un impianto istituzionale capillarizzato, in grado di valorizzare le proposte dei territori, impianto diametralmente opposto ai liberalismi di chi intende la democrazia con la logica del conto profitti e perdite.


Fonte

@andreapetrocchi